"Rewind" è il titolo di un video che fa parte di un progetto ideato da Matteo Montaperto per la sensibilizzazione verso il triste argomento della violenza contro le donne.

Tornare indietro non è possibile. Lo sanno quelle migliaia di donne che sono vittime, anno dopo anno, di violenza da parte degli uomini. La prevenzione di questi fenomeni, spiegano gli psicologi, deve partire proprio dalle stesse donne. E’ chiaro che quando si parla di “violenza” ci si riferisce a tutta quella casistica che racchiude le sfere personali della sessualità e della psiche in quanto i maltrattamenti non sono solo quelli fisici. Inutile specificare ciò che può derivare da queste esperienze. I traumi che alcune donne riportano (nella propria mente o sulla propria pelle) rimangono anni e, a volte, purtroppo, per sempre.

I numeri sono inquietanti. Ragionando su scala mondiale, è ufficiale che il 35% delle donne ha subito una violenza fisica o sessuale dal proprio partner o da un’altra persona.

Colpisce sotto tutti i punti di vista una vincenda accaduta negli Stati Uniti. Una donna maltrattata dal compagno trova il coraggio, dopo un’ennesima lite sfociata in violenza, di alzare il telefono. “Chiamo il pony express per ordinare due pizze” dice ancora sotto shock al proprio uomo. Un attimo dopo, però, compone il 911 e, senza scomporsi, si mette in linea con l’operatore della polizia. Questi, per sua fortuna, capisce immediatamente la situazione e trova il modo di farsi rispondere dalla ragazza con semplici monosillabi. Con furbizia e intraprendenza, quindi, questa triste vicenda si risolve con un lieto fine.

“Due terzi delle vittime di omicidi in ambito familiare sono donne” (La Repubblica)

 

Questo spot è stato ideato e autoprodotto dal sottoscritto nella speranza di cogliere l’attenzione di più spettatori possibili perché la convizione rimane sempre quella che l’arte può servire davvero a risolvere alcuni problemi.

Le immagini possono avere una forza incredibile e la potenza della fotografia e del cinema è il mezzo tramite il quale si può arrivare agli occhi e alla testa delle persone. L’immagine è un messaggio. E alcuni messaggi educano…più di molte altre cose.

I lividi sul viso della ragazza all’interno dello spot aumentano dopo ogni singola frase del partner. Quest’ultimo si comporta come se nulla fosse durante una banalissima colazione insieme, una come tante altre. E’ il tempo che passa a rovinare la situazione, che si tratti di un anno, di un mese, di un minuto o di uno scambio di battute.

Nel mondo reale non si torna indietro, non esiste un tasto come da telecomando per scorrere all’indietro la nostra esistenza. L’unica via di fuga rimane l’accettazione del fatto alla quale deve seguire l’imminente denuncia.  Esistono numerose associazioni alle quali potersi rivolgere o, ancora, l’utilissimo numero verde 1522.

Salvate la vostra vita con un Rewind…perché al Rewind…non si deve arrivare.


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